Un oceano di sogni. La storia del Bukowski della vela

Dalle frustranti calme equatoriali ai venti urlanti e agli acquosi Himalaya dei Quaranta ruggenti dell’oceano del Sud. Navigare da soli intorno al globo è l’esperienza velica estrema. È come raggiungere la sommità dell’Everest da soli, senza nessuna squadra d’appoggio.

Mare, vela, tempeste, bonacce, amore e grandi imprese, dalle prime uscite in barca per andare a scuola al giro del mondo in solitaria. «“Tu sei il Bukowski della vela”, gli dicevo. “Devi restare così”. Perché era quella la sua forza. E, purtroppo, anche la sua debolezza. Non ne ho incontrati molti, nella mia vita, di uomini come Simone Bianchetti. Speciali, ed è per questo che a distanza di vent’anni dalla sua morte continuiamo a ricordarlo, a parlarne, a immaginare cosa avrebbe fatto, a raccontarci le sue gesta. E a chiederci chi fosse davvero. Io, che l’ho conosciuto bene, penso fosse anzitutto un sognatore. E poi, un grande marinaio. Ma non un velista nel senso più moderno del termine. Per diventarlo, sarebbe dovuto cambiare come uomo. E non so se ce l’avrebbe fatta. Temo di no. Ma se ci fosse riuscito, sono sicuro che noi ci avremmo perso qualcosa, perché lui ci affascinava proprio per come era.» Dall’introduzione di Cino Ricci.

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