Thompson a Zagabria: mezzo milione di spettatori e polemiche internazionali
È già entrato nella storia il megaconcerto tenuto da Marko Perković “Thompson” sabato 5 luglio all’Ippodromo di Zagabria, con una folla che, secondo gli organizzatori, avrebbe superato le 500.000 presenze, diventando il concerto a pagamento più affollato della storia. Ma l’evento, accolto da una parte della popolazione croata come una celebrazione patriottica, ha anche sollevato dure critiche per i richiami al passato filonazista e per la simbologia controversa sfoggiata da parte del pubblico.Un record senza precedenti
Con una stima ufficiale di circa 450.000 biglietti venduti, supportata anche dalla polizia croata, e una cifra rivendicata dagli organizzatori pari a 504.000 spettatori, il concerto supera nettamente il precedente record mondiale detenuto da Vasco Rossi, che nel 2017 raccolse 225.000 fan a Modena. Il palco, montato sull’enorme prato dell’ippodromo, era circondato da maxi-schermi e torri audio, visibili anche a centinaia di metri di distanza. «È la serata della nostra identità, della nostra libertà», ha dichiarato Perković dal palco, dopo aver aperto il concerto con “Lijepa li si”, uno dei suoi inni più noti e patriottici. La folla ha risposto con cori, bandiere croate e migliaia di torce accese.Sicurezza senza precedenti
Per l’occasione, il governo croato ha mobilitato oltre 6.500 agenti di polizia, coadiuvati da droni di sorveglianza, cani antisommossa e pattuglie a cavallo. È stata anche allestita una clinica da campo da 200 letti, gestita da 175 membri della Croce Rossa, con 17 ambulanze e oltre 100 operatori sanitari sul posto. Nonostante la portata straordinaria dell’evento, non si sono registrati incidenti gravi, anche se la polizia ha proceduto a 123 arresti per reati minori come possesso di fuochi illegali o comportamento molesto.Il peso della controversia
L’artista, noto per il suo passato come combattente durante la guerra d’indipendenza croata degli anni ‘90, è anche uno dei personaggi più divisivi del panorama musicale balcanico. Le sue canzoni, spesso improntate a un nazionalismo acceso, sono state più volte criticate per presunte simpatie verso l’ideologia ustascia, il regime fascista croato alleato della Germania nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. Durante il concerto, Perković ha intonato il saluto “Za dom spremni” – considerato un equivalente del “Sieg Heil” nazista – già oggetto di condanne e limitazioni in diverse occasioni. Alcuni tribunali croati hanno però permesso l’uso del saluto nell’ambito delle sue esibizioni artistiche, interpretandolo come riferimento storico legato alla guerra degli anni ’90. Fotografie e video diffusi sui social mostrano spettatori che esibiscono simboli di estrema destra, magliette con frasi inneggianti all’Ustascia e saluti romani, generando una reazione durissima da parte di ONG, politici europei e organizzazioni ebraiche.Un evento spartiacque
Mentre una parte dell’opinione pubblica celebra l’evento come atto di orgoglio nazionale, altre voci denunciano la deriva ideologica che ha segnato la serata. Il presidente croato Zoran Milanović non ha partecipato, mantenendo una posizione di silenzio, mentre diversi parlamentari europei hanno chiesto chiarimenti a Bruxelles sull’uso di simboli vietati all’interno dell’Unione Europea. Nel frattempo, Perković rivendica il successo come “la dimostrazione che il popolo croato non ha dimenticato chi è”.Il concerto di Marko Perković “Thompson” a Zagabria si candida a diventare un evento epocale non solo per l’enorme affluenza, ma anche per il peso simbolico e politico che porta con sé. In un’Europa che lotta contro il revisionismo e l’estremismo, l’eco di quella serata croata potrebbe farsi sentire ancora a lungo.