Il Gabba e l’arte di fare la birra

“Conoscere i luoghi, vicino o lontani, non vale la pena, non è che teoria; saper chi meglio fa la birra, è pratica vera, è geografia”

Se dovessi definire cosa sia per me la birra potrei considerarla un collante sociale. Ad ogni latitudine la birra mi ha unito ai luoghi ed alle persone che incontravo ed è sempre stata al mio fianco nell’idealizzazione della realtà con cui mi accingevo a confrontarmi. Condivisa con i più svariati personaggi, la birra mi ha unito a loro aiutandomi a capire dove veramente mi trovassi in quei momenti.

Il pub irlandese è il luogo per antonomasia in cui dai fiumi di birra sono nate le migliori amicizie oltre al craic che ancora oggi contraddistingue serate ogni volta più memorabili. La presenza della birra in molti quadri fiamminghi mi è risultata invece abbastanza naturale aiutandomi a contestualizzare le sensazioni in specifici momenti della vita. Un giorno poi è arrivata ad allietare le mie serate la birra di un amico che viene da lontano, quella Birra del Gabba giunta a simboleggiare il trait d’union tra la voglia di diversità e l’evasione esperienziale che solo questo prodotto può offrire. In quelle bottiglie confezionate ad arte c’è tutto il mondo dell’ideatore, amico d’infanzia e personaggio indiscutibile sotto tutti i punti di vista. Condottiero selvaggio, viaggiatore spensierato, animatore di razza in palcoscenici sportivi e tavole più o meno imbandite, è riuscito ad imprimere al brand Birra del Gabba quella unicità che ha reso questa magìa qualcosa in più di una semplice birra.

Ma Birra del Gabba è anche molto altro. E’ un gioiello da custodire gelosamente al riparo da sguardi indiscreti, è un’alchimia di ingredienti naturali che conferisce al prodotto caratteristiche uniche, è un’esperienza sensoriale da condividere. E se fare birra è esprimere sé stessi, la Birra del Gabba esprime il personaggio che l’ha creata. Effervescente, creativo, visionario, stravagante, ma con quella dissacrante ironia ed un atteggiamento amichevole e ludico genuinamente trasferiti in un prodotto d’eccezione dalle mille sfumature.

Se dovessi scegliere un luogo a cui accomunare questa birra non potrei che indicare l’Oceano, il padre di tutti i mari. E come all’Oceano, anche alla Birra del Gabba non puoi volgere le spalle perchè c‘è un immenso mare sopra il quale la mente può salpare, sul quale i vascelli del pensiero non sono stati lanciati. E come i pirati, bisogna lasciarsi trasportare su una striscia di terra, lanciare nell’Oceano e prendere il largo, sempre a caccia di qualcosa di diverso, sempre sulla soglia del brivido oltre il quale si nasconde solo l’orizzonte.

Perchè la birra è pur sempre un prodotto vivo idealmente pensato dal mastro birraio che spesso, per diletto o per passione, si cimenta nella produzione di birre artigianali. In questo caso a fare la differenza è l’arte fusa a dedizione nella realizzazione del brand. Ed in questo il padre della Birra del Gabba ha trasferito la magìa del sé insieme all’utopia di un sogno che rappresenta tutto sè stesso.

Perchè la realtà racconta che la nostra anima risiederà sempre nei libri che leggeremo, nei viaggi che faremo, nei sogni che inseguiremo e nella birra che berremo.

Buena Suerte fratello Sergio!

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